Creatura

La genesi di questo lavoro è da rintracciare nella necessità dell’autrice di indagare l’Altro o, più esattamente, le infinite molteplicità dell’alterità.

Sembrerebbe un ossimoro parlare, appunto, di genesi per un progetto chiamato Creatura e che, di fatto, ritrae, fino a prova contraria, esseri umani. Umani sì! E come tali, quindi, certamente generati. Ma il lavoro di Francesca Romana Guarnaschelli indaga le scelte che molti fra noi compiono successivamente. Cioè l’individuale e consapevole trasformazione che molti (se non tutti) decidono di operare nel corso della propria esistenza… Ed ecco, quindi, la nuova creatura, non più generata, ma plasmata a proprio  esclusivo piacimento,  assecondando esigenze, passioni, pulsioni… Oltre, insomma, le imperfette casualità di  Madre Natura o i limiti delle gabbie imposte dalla cultura dominante.

Testo critico di Eugenio Corsetti

La mia ricerca nasce da un interrogativo sulla fragilità della condizione umana.

Così mi interesso a coloro che decidono di osservare il proprio corpo seguendo il loro immaginario, e mi interrogo sulle motivazioni che possano spingere l’uomo a creare una deforme meraviglia dell’io.

Le persone che ho scelto di ritrarre si mostrano durante l’atto performativo o nello spazio da loro creato perché la loro trasformazione appartiene a un tempo preciso di alienazione dal reale, in una stanza che io chiamerei “il rifugio dei desideri” dove risvegliano il sentire di un bambino distorto.

Potremmo pensare che ci sia una non accettazione di ciò che si è nel quotidiano. Per alcuni si può parlare di richiesta di attenzione o ricerca dell’amore. Ma ciò che ho visto è stata la scelta di vivere di luce e di ombre, un’inquietudine naturale, una verità che si trasforma oltre una normalità precostituita.

Ho deciso di elaborare questo progetto in maniera didascalica, come una sorta di prima ricerca e con un approccio di catalogazione.

Il progetto è stato realizzato in pellicola bianco e nero e stampato manualmente ad ingranditore.